Questo è un lavoro con il quale mi sono divertito molto e per il quale ho avuto il piacere di collaborare con Jacopo Lorenzo Emiliani, fotografo di cui vi segnalo i lavori (www.jacopoemiliani.com). La competenza di Jacopo mi ha reso tutto più facile; prima di cominciare il progetto ci siamo confrontati su quello che volevamo fare e su come procedere, dandoci delle linee guida, parlando di ispirazioni ed idee. Dopo pochi giorni è tornato con delle foto fantastiche, tra cui il ritratto che poi è finito in copertina e altre che ci hanno reso il lavoro un po’ più complicato perchè per un po’ di giorni non riuscivamo a scegliere la strada da prendere. Il dubbio principale era dato dalla scelta della copertina. Le foto in ballo erano le due che potete vedere appena sotto.

Quando ho cominciato a riflettere sul progetto grafico, mi è stato chiaro sin da subito che il mio sarebbe stato un lavoro di cesello, dove andare a toccare piccoli particolari, senza fare grosse elaborazioni, ma cercando di avere una linea pulita per non sciupare l’importanza della fotografia. Less is more. Dopo un po’ di confronti la scelta è finita sul ritratto. Ecco in sintesi le motivazioni: la foto del teatro è quella che ha catturato inizialmente il nostro interesse, perchè racchiudeva in se molti mondi; c’era il teatro, la vita da artista, l’aspetto un po’ sgangherato, tutto molto affascinante, ma presentava delle lacune dal punto di vista tecnico. Il ritratto inizialmente è stato sottovalutato perchè ci dava l’idea di essere un po’ scontata come scelta, ma col tempo guadagnava terreno, perchè la trovavamo impeccabile dal punto di vista tecnico, bella e con delle tonalità particolari e una grana che man mano che passava il tempo ci convinceva sempre di più. La prova del nove è stata il moke up che ho montato dopo una prima bozza grafica. Era lampante che la foto del teatrino, nonostante conservasse parte del suo fascino, ne perdeva una fetta consistente nel formato digipak, mentre il ritratto acquistava forza e spessore. E poi una bella foto è una bella foto. All’essenza. Quello che vedete sotto è il risultato, oltre al packaging, ho progettato anche locandina e sito—www.nonequasimaiquellocheappare.com—tutto mantenendo coerenza grafica e stilistica.


Ecco più nel dettaglio il lavoro che ho svolto per quanto riguarda il lettering e la tipografia in generale; in più andrò a spiegare come ho creato gli interventi grafici che ho realizzato per il progetto. La prima cosa che ho fatto è stata progettare un logotipo che potesse caratterizzare meglio il nome di Guido Maria Grillo. Per farlo ho lavorato sul carattere Scala–Martin Majoor 1990–nella sua versione sans serif small caps, alternando i pesi regular e bold per il cognome. Quello che ho fatto è stato aggiustare la spaziatura del carattere e poi puntellare il kerning tra alcune lettere, per poi personalizzare alcune aste al fine di ottenere qualcosa di più personale. Nello screenshot in basso potete vedere una comparazione tra il punto di partenza e quello d’arrivo. In azzurro il logotipo finale, in rosa la scritta semplice in Scala.

Scala è il carattere che ho usato in tutto il progetto, nella variante sans serif per i titoli e in quella serif per i testi delle canzoni. Dopo aver realizzato il logotipo, sono passato allo studio di alcuni elementi grafici che potessero caratterizzare il progetto senza essere troppo invadenti, perchè volevo comunque mantenere la forza dell’immagine. Ho quindi pensato di realizzare un palette di colori, partendo dalla foto stessa. Ho preso le tonalità principali della foto di copertina e le ho affiancate per creare un ornamento da riportare in copertina e all’interno del libretto. Il concetto si è poi allargato diventando un simbolo estetico-emozionale, in quanto all’interno del libretto ad ogni canzone è stato affiancato un colore o una serie di colori , a seconda dell’atmosfera della canzone. Chiamiamolo indicatore cromatico di emozioni. Ho mantenuto una grafica estremamente pulita anche per il booklet, per il quale al solito Scala ho affiancato il ChunkFive, uno slab serif che i cui numeri in grandi dimensioni mi hanno aiutato a dare più personalità al layout del libretto. Sotto alcuni screenshot.


È tutto, alla prossima. P.s. guarda il poster sulla mia pagina Flickr.